La seduta osteopatica

Come si svolge una seduta osteopatica presso il mio studio.
I momenti salienti e le varie fasi descritte nel loro scopo e caratteristiche.

Anamnesi. Il primo incontro prevede un colloquio preliminare che ha lo scopo di raccogliere tutte le informazioni possibili sullo stato di salute e sulla storia clinica della persona, compreso il suo stile di vita (attivo, sedentario, se ha un lavoro fisicamente impegnativo, eccetera). Attraverso tali informazioni l’osteopata valuta il “terreno” all’interno del quale avverrà il proprio intervento e pertanto anche le eventuali controindicazioni ad esso. In questa fase si capisce se il problema è di pertinenza osteopatica oppure c’è il sospetto di patologie di tipo medico o riabilitativo e in tal caso mi astengo dal trattamento, rimandando la persona alla valutazione del proprio medico.
Adotto un approccio comunicativo di ispirazione Rogersiana, molto improntato sull’ascolto empatico. Lascio libertà di espressione alla persona, colmando solo successivamente eventuali aspetti non riferiti, tramite domande mirate.

Esame obiettivo e test. Effettuo una valutazione generale del paziente mediante l’osservazione, l’effettuazione di test diagnosi differenziale, di mobilità attiva e passiva e attraverso la palpazione su punti di repere anatomico ben precisi. È previsto di solito che la persona rimuova alcuni indumenti per poter essere visitata, il tutto però avviene rispettando sempre il suo senso del pudore e le eventuali ritrosie che possono naturalmente manifestarsi. Cerco di adeguarmi il più possibile al paziente, senza mai forzare: a volte se c’è difficoltà o riluttanza a rimuovere una maglietta o una canottiera è sufficiente spostarla di qualche centimetro, effettuare il test e rimetterla a posto.

Diagnosi osteopatica. Effettuati i test e ragionando sulle informazioni acquisite in anamnesi, comunico al paziente la diagnosi osteopatica, in termini a lui comprensibili. In osteopatia si tiene conto dell’individuo in toto e nel progresso delle varie sedute tale diagnosi può normalmente mutare, coinvolgendo anche altre parti del corpo, inizialmente non interessate da particolari fastidi. Per spiegarla con una similitudine, è come “pelare una cipolla”: a mano a mano che si risolvono le disfunzioni diagnosticate, ne possono comparire altre che non erano subito rilevabili in precedenza e così via fino al ristabilirsi di una situazione normalizzata dell’individuo.

Manipolazioni osteopatiche. Si tratta di manovre manuali mirate alla correzione delle disfunzioni: sono di vario tipo e vengono adattate alla tipologia di paziente, il tutto in condizioni di sicurezza e informazione. Mi assicuro infatti sempre di spiegare ogni manipolazione che effettuo e quale sia il suo scopo, premurandomi che la persona abbia capito bene e sia consenziente alla manovra, prima di procedere.

Pianificazione e consigli. Al termine di ogni trattamento si valuta la necessità di eventuali sedute successive: l’obiettivo è quello di risolvere i problemi il prima possibile, ma occorre comunque un tempo di reazione dell’organismo, pertanto una sola seduta di solito non basta. Se la persona lo desidera, posso anche consigliare alcuni aggiustamenti del proprio stile di vita: sostanzialmente riguardanti la prevenzione posturale, lo stile di vita attivo, la corretta gestione del peso corporeo. Per tutti gli aspetti che non sono di mia competenza invito il paziente di rivolgersi agli appropriati professionisti.

Il tutto dura un tempo intorno ai 45/50 minuti (la prima seduta anche 60, dipende dalla complessità dell’anamnesi iniziale).